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28 Giugno – La Gloriosa Musica Sacra di Venezia

Interpreti:
Soprano Giulia Bolcato
Alto Valeria Girardello
Coro Schola San Rocco
Direttore Francesco Erle

Venezia ha lasciato una incredibile eredità musicale, di compositori, musiche, opere, tipi di formazioni, forme musicali. Ma è universalmnte riconosciuta come il luogo e il tempo di una delle più grandi sensibilità della storia umana per il suono. La attenzione quasi del tutto innovativa per la disposizione delle fonti sonore nello spazio, che certamente raccoglie le eredità di diverse antichità, dalla latina alla orientale, ma che la struttura e organizza fino a farla diventare un modo di scrivere la musica stessa, ha ripercussioni enormi sul prosieguo della storia della musica.
La Basilica di San Marco, la teoria dei grandi Maestri che in essa furono Maestri di Cappella, Organisti, cantori, dai primi secoli dello scorso millennio fino a tutto il settecento, sono stati un riferimento ammirato, copiato e ripensato costantemente da tutti i grandi compositori prima europei, poi mondiali, per il semplice fatto che la idea di calcolare la disposizione la posizione e la qualità delle fonti sonore davanti, attorno e intorno allo spettatore porta , nel modo veneziano, a immaginare una forma di espressione artistica che avvolge completamente l’ascoltatore nel susseguirsi di climi espressivi che possono dare vita a meditazione, dramma, affetti, sentimenti, come nessun dolby sorround moderno può lontanamente pensare di fare.
I celebri chori dei Garbeili, che a Vicenza per via di Andrea poi si legano per la celebrazione del vero monumento alla cultura rappresentativa che è il Teatro Olimpico, sono il primo luogo cui ogni compositore guarda per la sapienza di attenzione di disposizione di fonti sonore, anche qualitativamente asimmetriche e quindi con diverse possibilità espressive, poste nello spazio: i due grandi cori presentati a 8 e 12 voci ne sono tra i più famosi esempi.
La musica di Giovanni Legrenzi, per ora forse meno noto al grande pubblico, ma maestro dalla capacità di scrittura finissima e dalla potenza drammatica fortissima, come testimoniato dal numero delle sue produzioni operistiche, si colora rispetto ai predecessori per una penna armonicamente sempre più ricca, aprendo la strada a quell’allievo, Antonio Lotti, che per la arditezza delle soluzioni armoniche e la bellezza delle sue composizioni, e tra queste di fama mondiale i suoi Cricifixus, fu costante punto di riferimento per J.S.Bach, con cui condivide certo il sommo grado di finezza e complessità di scrittura armonica