11 Luglio – Orfeo ed Euridice di C. W. Gluck

Interpreti:
Orfeo Francesca Biliotti
Euridice Mina Yang
Amore Benedetta Corti
Coro e orchestra a parti reali Schola San Rocco
Maestro direttore e concertatore Francesco Erle
Demi stage Francesco Erle, Andrea Castello
Consulente musicale Sara Mingardo
Assistente musicale Caterina Galiotto
Costumi Sartoria il Monello Vicenza

La fama di cui gode Orfeo e Euridice di Gluck nella storia della musica è indubbiamente strameritata. Quando si considera l’anno di composizione, e si raffronta la composizione con quelle coeve, si rimane a bocca aperta per la incredibile differenza di concezione del rapporto con l’arte poetica di Calzabigi, la forma musicale, l’uso della penna nella stesura delle arie, dei recitativi, e dei cori. I proclami per cui essa è diventata simbolo della riforma operistica che ha innovato completamente il mondo del teatro musicale sono del tutto non solo rispettati, ma dimostrati probabilmente come succede solo a quei pochi capolavori mondiali che sovvertono la storia, il gusto e le tradizioni.
La semplicità e la potenza di concezione dell’opera lasciano certamente e forse ancora di più oggi a bocca aperta: forza e si caratterizzano con espressività nitida, aprendo la strada all’opera che sa indirizzare il sentimento dello spettatore verso una comprensione profonda e emotivamente coinvolta della vicenda che peraltro non fa proprio che parlare di questo: la musica può cambiare gli animi, e perfino la volontà, fino a sfidare la sorte stessa della vita e della morte, e fra aprire le porte degli inferi stessi.
Non sorprenderà allora più l’ascoltatore il fatto che la scena delle Furie viva di una invenzione tale da rimanere uno dei capolavori drammatici della storia, ma anche che le arie semplici ed eppure vivissime di Orfeo e Euridice sappiano completamente conquistare per la bellezza del segno.
Va però detto: Orfeo è una opera perfettamente a casa sua all’Olimpico di Palladio, non solo per la completa parentela della concezione classica della vita, ma anche per il particolare modo di concepire lo spazio sonoro e il rapporto tra pubblico, orchestra e scena. E di questo noi abbiamo voluto mettere in rilievo proprio il senso profondo, traendo spunto dalla consuetudine di cui godiamo con la grande opera palladiana, disponendo attori e cori nei luoghi deputati alla produzione di suono nel teatro.
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *